Una delle tante domande che può porsi un futuro papà è: come ci si sente quando si diventa anche padre? Cosa cambia dall’essere partner e poi genitore assieme? Si dice spesso che siano solo le donne a riuscire a fare più cose allo stesso tempo. Sarà proprio e sempre così? Scopriamolo subito!
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Cosa cambia per il futuro padre durante la gravidanza?
Quando si parla di gravidanza il primo pensiero va al bambino che nascerà e poi alla sua mamma. Una gravidanza vuol dire che una donna sta per diventare o ridiventare madre. Tanti cambiamenti avvengono in lei e nella sua vita. Per nove mesi il mondo ruota praticamente attorno a lei e alla piccola creatura che le sta crescendo nel suo grembo. Una gravidanza però vuol dire che presto anche un uomo diventerà o ridiventerà padre. A lui chi ci pensa? Se provassimo a far ruotare il mondo anche attorno a un padre, cosa scopriremmo?
Forse scopriremmo che seppure il suo corpo non si trasforma esteriormente, tanto altro succede interiormente. Tutto in una volta ci si può sentire come travolti da un senso di responsabilità enorme. Esserne un po’ intimoriti è più che normale e – soprattutto – umano. Non è affatto un segno di debolezza o mancanza di coraggio. È che questa nuova responsabilità è davvero grande, semplicemente perché vale doppio perché ora c’è da pensare al bambino, ma anche alla donna che lo farà nascere.
Mentre, infatti, la donna per tanti mesi vivrà uno stato di completa simbiosi con suo figlio, anche per il suo papà molte abitudini cambieranno e tante altre si adegueranno ai nuovi ritmi. Dall’attenzione all’alimentazione alle camminate in dolce attesa, ogni occasione sarà un’opportunità per vivere e condividere questa nuova esperienza.
Cosa significa donare il cordone?
Da partner a padre contemporaneamente
Usare la frase “quando si diventa anche padre”, non è una svista. Se molto spesso si usa dire che la donna è in grado di fare tante cose assieme, anche un uomo che sta per diventare padre inizia a vivere più ruoli contemporaneamente.
Quel nuovo senso doppio di responsabilità lo dimostra: la gravidanza è il periodo di gestazione che si concluderà con la nascita di un bambino o una bambina, ma è anche la prima fase pratica di “formazione” per la “nascita” di una mamma e anche di un papà. Ciò non significa che non ci si possa sentire genitori anche prima o anche senza avere figli. Anzi, gli esempi non mancano e non mancheranno mai. Il fatto è che passare dall’essere in due a tre (o più di tre in caso di gemelli!), non si può dir certo che sia una passeggiata. Quando si diventa padre, al pari di quando si diventa madre, si ha bisogno del giusto tempo per adattarsi.
Come funziona la donazione?
Essere padri al giorno d’oggi
Se in passato i papà erano molto restii nel condividere con la futura madre l’esperienza della gravidanza e del parto, oggi le cose sono sensibilmente molto diverse. La maggior parte dei “moderni” papà sono molto più attenti a tutto ciò che gravita attorno l’arrivo di un figlio o di una figlia. Partecipano ai corsi di preparazione al parto e danno il loro contributo nella scelta di ciò che occorre per l’arrivo a casa del bambino. Si dedicano alla scelta di culle e carrozzine, dell’ovetto o seggiolino per il suo primo viaggio in auto, della vasca per il suo bagnetto e di tutto ciò che potrebbe servire nella sua vita quotidiana.
In ogni caso, antico o moderno che sia, il futuro papà – nel voler diventare una buona figura paterna – si prende innanzitutto cura della sua compagna e futura madre del suo bambino. Lo fa perché intuisce che lei ha bisogno di lui e del suo particolare ed esclusivo supporto. Ma, soprattutto, perché ha bisogno di sapere che lui la capisce, che le sta vicino e che condivide con lei tutte le “gioie e i dolori” di questa dolce attesa.
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Cosa prevede la legge per la paternità?
Così come è previsto per la maternità, seppur a condizioni e tempi molto differenti, il lavoratore dipendente, privato e pubblico, che diventa padre anche adottivo e affidatario può richiedere all’INPS il seguente servizio di Congedo obbligatorio di paternità:
Il servizio permette a padri lavoratori dipendenti, privati e pubblici di presentare domanda per il congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni. Si può richiedere dai 2 mesi precedenti la data del parto fino ai 5 mesi successivi alla nascita.
Si tratta di “un congedo obbligatorio di dieci giorni (art. 27-bis, T.U. maternità/paternità, d.lgs. 151/2001) finalizzato a una più equa ripartizione della responsabilità genitoriale e a un’instaurazione precoce del legame tra padre e figlio”, di cui il padre può fruire durante il congedo di maternità della madre lavoratrice ed è compatibile con la fruizione, in giorni differenti, del congedo di paternità alternativo (art. 28 del Testo Unico). L’indennità giornaliera riconosciuta è pari al 100% della retribuzione. Inoltre, se la gravidanza è gemellare, la durata del congedo è raddoppiata a 20 giorni lavorativi.

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Assieme perché si è una famiglia
Le tante domande che un uomo si pone quando scopre che sta per diventare padre, non hanno risposte univoche o universali. Ogni gravidanza – lo diciamo sempre – fa storia a sé, così come ogni esperienza genitoriale ha la sua storia. Avere un figlio ti cambia, ti fa diventare genitore, ma oltre a essere una mamma e un papà, si continua comunque a essere anche una donna e un uomo. Questa è una consapevolezza che richiede un certo periodo di assestamento, che dalla vita di coppia col pancione porta alla vita di famiglia col bambino.
Alcuni futuri papà affrontano questa fase in modo molto riservato, perché preferiscono vivere nell’intimità della casa e della famiglia le nuove dirompenti emozioni. Altri sono più estroversi e condividono apertamente anche sui social la gioia dell’attesa.
Hai altre domande?
Nel percorso che porta alla paternità, per trovare risposte utili e pratiche alle tante domande che un neo papà si pone davanti a questa nuova e importante esperienza ci sono tanti libri che si possono leggere e consultare. Per chi invece preferisce navigare in rete, anche il web può risultare un’interessante risorsa. Ciò che conta, in ogni caso, è ricordarsi che non si è soli in questo mondo della genitorialità.
Accanto a un uomo che diventa padre, c’è una donna diventa madre. Assieme a lei e al figlio che nascerà, si costruirà anche una nuova famiglia. Se i sentimenti che uniscono una coppia sono le fondamenta del loro rapporto, il supporto reciproco è invece uno dei pilastri dell’essere una famiglia. Da soli si può essere molto forti, ma insieme si è una grande forza. E un figlio o una figlia, questo lo sente, sin da subito. Facciamone tesoro.
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