I principali tipi di allattamento sono 3: naturale al seno con latte materno, artificiale con latte in formula in biberon, misto o combinato (seno + biberon). Ciascuno di essi può essere scelto – talvolta alternato – per scelta o per necessità. Di seguito troverai caratteristiche, vantaggi e alcuni consigli per una scelta serena e consapevole.
Scopri la donazione cordonale
Tipi di allattamento: una breve panoramica
Nutrire il proprio piccolo è uno dei più momenti più importanti dell’accudimento. Allo stesso tempo è anche il momento in cui madre e bambino creano e instaurano un legame profondo e duraturo nel tempo. Che sia attaccato al seno o al biberon, quando il suo tenero sguardo si incrocerà con quello della mamma sarà una vera magia.
A seconda delle esigenze, dallo stato di salute, dello stile di vita e di pensiero, una mamma potrà scegliere tra:
- Allattamento naturale al seno con latte materno
- Allattamento artificiale con latte in formula in biberon
- Allattamento misto (combinazione seno+biberon)
Nelle prossime righe descriveremo caratteristiche e vantaggi dei 3 principali tipi di allattamento (naturale, artificiale e misto) accompagnandoli da alcuni pratici consigli per vagliare l’opzione più adatta per mamma e bambino.
Cosa significa donare il cordone?
1 – Allattamento naturale al seno con latte materno
Con allattamento naturale si intende l’allattamento al seno con latte materno. Il latte materno è l’alimento “naturale” che il bambino può assumere dal seno della sua mamma sin dalle sue prime ore di vita.
Oltre che naturale, il latte materno è definito un alimento “vivo”. La sua composizione, completa di nutrienti, cellule vive e anticorpi, non è sempre uguale ma cambia nel tempo – anche poppata dopo poppata – per adattarsi alle esigenze del bambino. A partire dal latte di transizione detto “colostro”, ovvero il primissimo latte prodotto dalla mamma subito dopo il parto, sino al latte maturo prodotto dopo circa due settimane.
L’allattamento naturale favorisce lo sviluppo del legame tra mamma e figlio che, grazie agli effetti del contatto fisico pelle a pelle (quando possibile già subito dopo il parto), stimolano la produzione dell’ossitocina. L’ossitocina è il cosiddetto “ormone dell’amore” che il corpo della mamma secerne in modo automatico quando il bambino si attacca al seno. Quest’ormone, fondamentale per la fuoriuscita del latte materno dai dotti mammari, è anche un utile aiuto per la mamma nella fase di recupero post partum.
L’allattamento al seno presenta oltre fornire un alimento completo per il bambino, presenta un altro importante vantaggio. Il fatto che sia sempre “pronto all’uso” e alla giusta temperatura permette alla mamma di poter allattare il proprio figlio in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. In più è economico perché non si deve nè acquistare nè preparare e nè riscaldare.
Anche se naturale, l’allattamento al seno – a volte – può presentare alcune possibili difficoltà che potrebbero manifestarsi al momento di far attaccare il neonato al seno o subito dopo la montata lattea. Queste sono le più comuni:
- il neonato non si attacca correttamente al seno (difficoltà nella suzione o nella posizione)
- ingorghi mammari nelle prime settimane;
- la suzione provoca dolore ai capezzoli con eventuale comparsa di ragadi
- senso di inadeguatezza o senso di colpa da parte della mamma per via di aspettative personali “tradite” o pressioni sociali
Queste difficoltà, che è bene sottolineare sono più che normali e naturali di quanto si possa immaginare, possono essere affrontate e risolte attraverso l’aiuto offerto dal personale sanitario competente. Il loro supporto inizia già durante i corsi di preparazione al parto, attraverso le lezioni teoriche e specifiche dedicate all’allattamento e continua in ospedale, dopo il parto, mediante le dimostrazioni pratiche fornite da ostetriche e infermiere. Si scoprirà che spesso quelle difficoltà che parevano insormontabili, potranno essere risolte con piccoli e semplici aggiustamenti di posizione o di abbigliamento (camicie da notte che si aprono sul davanti e reggiseni appositi per l’allattamento).

Il latte materno è il miglior alimento per il neonato perché ne soddisfa il fabbisogno nutritivo e ne rinforza il sistema immunitario. Per tale motivo e se ovviamente lo stato di salute di mamma e bambino lo consentono, sia la WHO (World Health Organization) che la UNICEF (United Nations Children’s Fund) raccomandano l’allattamento al seno come metodo esclusivo per almeno i primi 6 mesi di vita del bambino.
Come funziona la donazione?
2 – Allattamento artificiale con latte in formula in biberon
L’allattamento artificiale è il metodo che nutre il bambino con latte formulato (latte in polvere o liquido) mediante l’utilizzo del biberon dotato di apposita tettarella.
Questa è opzione può essere una scelta personale dalla madre o una sua necessità (per esempio per motivi di lavoro). Tuttavia, può accadere l’allattamento artificiale sia necessario perché richiesto dal medico per motivi di salute. Questo può accadere quando lo stato di salute della mamma richiede l’assunzione di farmaci non compatibili con l’allattamento al seno o quando il latte materno non è sufficiente. Oppure perché il bambino non riesce ad attaccarsi bene al seno o ha grosse difficoltà durante la suzione.
Sia che si allatti con latte formulato per scelta o per necessità, l’allattamento artificiale presenta alcuni vantaggi: flessibilità, dosaggio adeguato del latte, orari prestabiliti. L’uso del biberon dà la possibilità anche alle altre persone che accudiscono e si occupano del bambino di poterlo allattare. I papà sono i primi che svolgono con grande successo questo importantissimo compito!
L’allattamento artificiale può rivelarsi un’ottima alternativa, l’importante è che il bambino sia nutrito e che riceva tutte quelle cure e attenzioni di cui ha bisogno.
Una delle differenze sostanziali tra allattamento al seno e allattamento artificiale si deve acquistare e non è “pronto all’uso”. Soprattutto nei primissimi mesi, se il latte è in polvere va preparato seguendo con attenzione le istruzioni sul dosaggio e poi riscaldato alla giusta temperatura. Se invece è liquido è solo da versare in biberon e riscaldare, ma da consumare entro le 24 ore. Il biberon e i suoi accessori devono essere sempre sterilizzati.
Seppur non completo anche di anticorpi come è invece il latte materno, l’assunzione delle giuste dosi di latte in formula garantisce il nutrimento necessario alla crescita del bambino. In base all’età e al suo sviluppo, sarà il pediatra a indicare dosaggi, frequenza e tipologia di latte da dare al bambino.

Guarda le nostre video-interviste
3 – Allattamento misto (o combinato)
Come per la gravidanza, anche questo momento è diverso da donna a donna. C’è chi decide per l’allattamento al seno, chi per il biberon e chi per l’allattamento misto (o combinato), ovvero una combinazione dei due o una combinazione tra latte materno al seno e latte materno in biberon (estratto con tiralatte).
Nel primo caso di formula mista, il bambino viene nutrito sia con latte materno che con latte formulato. Questa scelta può essere compiuta sia all’inizio che nel corso dei mesi. Può essere un’integrazione o un’alternativa in caso di necessità (per esempio perché il latte materno non è sufficiente o perché la mamma riprende il lavoro). Delle volte può risultare utile durante la fase di transizione, quando si passa al latte in formula o si inizia lo svezzamento.
Nel secondo caso, il bambino è nutrito col latte materno sia al seno che col biberon. Il latte viene estratto dal seno col tiralatte e poi conservato in frigo (o in frezeer) in appositi contenitori sterili o direttamente nel biberon. Al momento del bisogno si dovrà solo scaldare il latte e dare subito al bambino. Questo tipo di combinazione è una valida soluzione alternativa all’allattamento al seno, perfettamente in linea con l’allattamento naturale esclusivo.
Tra i vantaggi dell’allattamento misto, il più importante è dato dal fatto che il bambino può comunque continuare a ricevere il latte materno e, come per l’allattamento artificiale, può essere allattato anche dalle altre persone che si occupano di lui (il suo papà, familiari, baby sitter).
Tra gli “svantaggi” potrebbe esserci invece la difficoltà della mamma di poter mantenere costante la sua produzione di latte. Se la domanda diminuisce, anche la produzione cala. Altro aspetto da considerare è l’alternanza tra tettarella del biberon e capezzolo. Per evitare che il bambino si senta confuso durante la suzione meglio preferire tettarelle che somiglino nella forma e nel flusso alla suzione del latte materno. Infine, come per l’allattamento artificiale, se si opta per un allattamento misto con latte in formula oltre all’aspetto economico legato all’acquisto del latte ci sarà l’aspetto pratico legato alla preparazione, sterilizzazione di biberon e accessori e riscaldamento del latte alla giusta temperatura.

Scopri altri modi per donare
La scelta migliore per la mamma e il suo bambino
Subito dopo il parto, l’allattamento è una delle esperienze più intime e significative vissute da mamma e bambino. Tuttavia, se nutrire un neonato è il primo compito dell’accudimento, non esiste un solo “modo giusto” di allattare.
Che si decida per il metodo naturale o artificiale o misto, ciò che conta di più nella scelta di questi 3 tipi di allattamento è che il bambino sia ben nutrito. Ogni storia è a sé e di certo non esiste il modello perfetto da seguire. Esistono diversi modi di allattare che una mamma può e deve scegliere in base a ciò che sente per sé e il suo bambino. Una scelta dunque serena e consapevole, senza condizionamenti e pressioni di alcun genere.
Come non esiste un solo modo giusto di allattare non esiste neanche un unico modo giusto di essere e fare la mamma. Un bambino che è nutrito e accudito con amore e serenità cresce nel “modo giusto”, a prescindere dal tipo di allattamento che riceve.
La scelta migliore è, dunque, solo quella che fa stare bene la mamma e il suo bambino.