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18 Dicembre 2023

Perché l’alcol fa male in gravidanza?

Donna in gravidanza dice no con la mano a un bicchiere di vino

INDICE

Perché l’alcol fa male in gravidanza? Ci sono tanti modi per informarsi: chiedere al medico di base, al ginecologo, all’ostetrica, leggere libri, riviste specializzate, consultare siti web accreditati. Ci sono però anche dei modi alternativi per conoscere a approfondire l’argomento. Nelle prossime righe te ne daremo alcuni esempi.

Perché l’alcol fa male in gravidanza?

Alla domanda “perché l’alcol fa male in gravidanza?” la risposta più immediata è che, oltre che per la gestante, l’alcol è dannoso per il feto sin dalla primissima fase embrionale.

Evitare l’alcol è di fondamentale importanza anche quando si sta programmando di avere un figlio. È nelle prime due settimane dal concepimento che cuore, cervello e sistema scheletrico iniziano a formarsi.

Consumare bevande alcoliche durante la gravidanza, anche in piccolissime dosi, è dunque categoricamente da evitare per non compromettere il regolare sviluppo del feto. L’alcol passa dal sangue della gestante direttamente nel sangue del feto attraverso la placenta, senza alcun filtro.

Le conseguenze dannose per il bambino derivano non solo dalla quantità di alcol ingerito, ma anche dalla fase del suo sviluppo. Perciò, seppur fortunatamente alcune donne già dall’inizio della gravidanza provano un’innata forma di avversione per gli alcolici, è bene evitare sempre il consumo di bevande alcoliche senza lasciarsi tentare neanche dal consumo moderato.

Tappo di bottiglia con impresso simbolo di divieto di bere alcolici in gravidanza

La sindrome feto-alcolica (o alcolica fetale)

Il consumo di bevande alcoliche può compromettere lo sviluppo del feto e provocare gravi danni per la salute futura del bambino. Tra le conseguenze derivanti dal consumo di alcol in gravidanza, la più grave è la sindrome feto-alcolica.

Come riportato sul sito del Ministero della Salute:
La sindrome feto-alcolica (Fetal alcohol sindrome, Fas) è la più grave delle patologie del feto indotte dal consumo di alcol durante la gravidanza.

Le donne fertili, sessualmente attive, che consumano più di 7 bevande a settimana e non usano contraccettivi efficaci, rischiano una gravidanza esposta all’alcol e di dare alla luce un bambino con deficit intellettivi, cognitivi e psicosociali.

La probabilità di danneggiare il feto aumenta proporzionalmente al consumo di alcol da parte della madre: ad alto rischio sono i bambini la cui madre ha consumato almeno 80 grammi di alcol puro al giorno. Tuttavia anche l’assunzione abbondante, ma sporadica, di alcol rappresenta un pericolo per lo sviluppo del feto, poiché il consumo di alcol può influire sul suo sviluppo in ogni momento della gravidanza.

Sul sito dell’Istituto Superiore della Sanità, nella sezione dedicata alle informazioni generali sulla sindrome alcolico fetale:
Il consumo di alcol in gravidanza è associato a una vasta gamma di danni al feto e al bambino quali l’aborto spontaneo, la natimortalità1, la sindrome della morte improvvisa in culla, il parto pretermine, alcune malformazioni congenite, il basso peso alla nascita, il ritardo di sviluppo intrauterino e una serie di disordini racchiusi dal termine “Spettro dei disordini feto-alcolici – Fetal Alcohol Spectrum Disorders (FASD)” a partire dalla manifestazione più grave, la Sindrome Feto-Alcolica (Fetal Alcohol Syndrome, FAS), una serie di anomalie strutturali e di sviluppo neurologico che comportano gravi disabilità comportamentali e neuro-cognitive.

Nella stessa sezione informativa dell’ISS, si trova anche un utile decalogo che può aiutare ad avere una maggiore consapevolezza sui pericoli dell’alcol in gravidanza e dopo il parto, durante l’allattamento.

Modi alternativi per informarsi sulla nocività dell’alcol in gravidanza

Come abbiamo detto all’inizio di queste righe, ci sono tanti modi per informarsi e accrescere la consapevolezza sul perché l’alcol fa male in gravidanza. In quelli elencati sinora, hai trovato citati alcuni siti web accreditati. Ora è giunto il momento di presentare quelli che invece sono dei modi alternativi come mezzo di comunicazione utilizzato, ma non per questo meno autorevoli ed efficaci. Fra i vari esempi disponibili sul web e sui social ne abbiamo scelto tre. La nostra scelta è legata alla loro attinenza al tema trattato, ben consapevoli che ne esistano tanti altri di altrettanto validi.

Reel divulgativi

In questo reel pubblicato sul profilo ufficiale della Fondazione Umberto Veronesi, Chiara Ferrari ci parla degli effetti dannosi dell’alcol in gravidanza.

Come si può notare, in meno di un minuto Chiara Ferrari spiega con parole semplici, a voce e coi sottotitoli, come e quanto l’alcol possa provocare gravi danni sia all’embrione che al feto. Anche se in pochi secondi non si può affrontare una tematica così complessa, quel che passa è il messaggio diretto: evitare l’alcol in gravidanza, senza eccezioni.

Video istruttivi

Sul canale Youtube Te lo spiego troviamo il video animatoQuanto male fa bere alcol in gravidanza?

In questo video, gli autori del canale, raccontano attraverso immagini e parole tutti i motivi per cui bisogna evitare di bere in gravidanza. Le animazioni illustrano ciò che le parole dicono. Il linguaggio è semplice e diretto. Il messaggio risulta chiaro, immediato. Alla domanda “Quanto alcol si alcol si può bere in gravidanza?”, anche qui la risposta è univoca: “Zero”.

Il video è realizzato in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e con il supporto tecnico e finanziario del Ministero della Salute.

Quando un immagine vale più di mille parole

Se è vero il detto “un’immagine vale più di mille parole”, allora speriamo che questa immagine possa valere molto di più di tutte le parole scritte sino a qui.

Donna in gravidanza dice no con la mano a un bicchiere di vino

Come vedi ci sono molti modi per capire e avere la consapevolezza che bere alcol durante la gravidanza è dannoso.

Sensibilizzare le future mamme e la società in generale sul perché l’alcol fa male in gravidanza, è fondamentale. Usare anche modi alternativi per informarsi sulla nocività del consumo di alcol in gravidanza, significa solo avere maggiori strumenti a disposizione. Usiamoli.

Se il nostro articolo ti è piaciuto, condividilo. Anche questo è un altro modo alternativo per informare e informarsi!

Note e fonti

  1. Quantità dei nati morti, in rilevamenti statistici (meno com. mortinatalità): quoziente di n., rapporto tra il numero dei nati morti di un determinato anno e il numero complessivo delle nascite (nati vivi e morti) dello stesso anno, relativamente a una data popolazione o a una categoria di individui. - Fonte Treccani

Disclaimer

Le informazioni contenute in questo sito sono pubblicate a solo scopo informativo, non intendono costituire né una diagnosi né la prescrizione di una cura o trattamento medico-specialistico. In nessun caso si sostituiscono alla competenza del medico di base o dello specialista ai quali si raccomanda di rivolgersi sempre per chiedere un parere su ogni indicazione pubblicata.

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